Ohibò! C’è un pm che dà lezioni di garantismo e riservatezza

23 AGO 20
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Al direttore - In effetti la vicenda del procuratore Dettori che rimprovera il ministro Alfano per la diffusione di notizie sull’arresto del presunto assassino di Yara Gambirasio adducendo la questione della presunzione di innocenza è assai sorprendente: un po’ come la notizia dell’uomo che morde il cane.
Giovanni De Merulis
Al direttore - Giustamente nel Foglio si considera impraticabile la candidatura di Christine Lagarde alla presidenza della Commissione Ue e non solo – aggiungo – perché sarebbe il quarto direttore generale del Fondo monetario internazionale che lascia la carica anticipatamente, ma anche, e soprattutto, perché ella ha partecipato all’azione di contrasto della crisi con una impostazione fallimentare, che solo di recente ha cercato di modificare, tentando di passare tra i sostenitori di politiche espansive. La scelta del candidato in questione dovrebbe, invece, muovere dalla chiarezza del programma che intende presentare e dalla credibilità della sua persona. Poiché Jean-Claude Juncker, nonostante una certa risalita delle sue chance, non corrisponde a questi requisiti che sono del tutto ovvi, allora bisognerebbe individuare il candidato tra coloro che si presume registrino una adeguata convergenza nel Parlamento di Strasburgo, interpretando il “tenendo conto” dell’esito elettorale europeo in un modo che abbia un limite insuperabile quando il tener conto implichi una iniziativa “ultra vires”. Matteo Renzi ha un’occasione d’oro per dimostrare il peso che l’Italia può esercitare nella scelta, considerato che, in certe condizioni, la posizione italiana diventa il cruciale ago della bilancia. Qui si parrà la sua “nobilitate”. Con i più cordiali saluti.
Angelo De Mattia
Al direttore - E’ stomachevole anche il solo pensare a donne e bambini uccisi da un genitore con leggerezza disumana. Però l’infanticidio di coloro che non possono essere partoriti e lasciati anonimamente in cura agli ospedali, come consente la legge, è altrettanto abominevole moralmente. Purtroppo l’ipocrisia sociale finge di inorridire su alcune cose nel mentre mette la coscienza sotto il tappeto negli altri infanticidi silenti.
Giancarlo Politi
Al direttore - Il superbo Jack O’Malley ricorda i tifosi laziali che rivendicano con ostinazione la primigenia del calcio romano. A tanta pervicacia corrisponde, però, un destino pieno di risultati mediocri e grigi. Per la proprietà transitiva si può dire come gli inglesi nel calcio siano i laziali d’Europa. Cordiali saluti.
Fabrizio Spagnolo
Al direttore - Sembra che anche i grillini si siano arresi allo “strappo costituzionale’’ durato nove anni, messo in evidenza e condannato dalla Cassazione: nelle ultime tre elezioni, vigente il Porcellum è stato negato il diritto di voto agli italiani. Oggi i grillini accettano che questa legislatura illegittima duri ancora quattro anni. Come se le elezioni europee avessero sanato lo strappo. Non solo non lo hanno sanato ma meno che mai hanno legittimato questo Parlamento, compresi i grillini, a varare controriforme costituzionali che riguardano sessanta milioni di italiani. Questa situazione impensabile ha creato un mostro istituzionale: un Parlamento illegittimo vuole modificare le regole costituzionali per poi andare a nuove elezioni. La logica, madre di tutte le leggi, dice che le nuove elezioni, qualsiasi ne fosse l’esito sarebbero a loro volta illegittime. C’è un solo modo per risolvere il pasticcio, Napolitano sciolga le Camere e andiamo a elezioni con l’unica legge elettorale valida e costituzionale che è il Mattarellum.
Francesco Degni
Starei in genere più calmo, dannerei meno tutto e tutti, e il Mattarellum non era male ma è spirato con la sentenza suprema.
Al direttore - Nell’articolo su Schumacher, Sharon, Englaro, la vostra Tiliacos fa credere che ci siano persone che, in nome della scienza, si permettono di ritenere una vita “non degna di essere vissuta”. L’operazione maldestra è nel far finta che quelle persone insensibili giudichino “non degne” le vite altrui. E’ vero invece che noi, che proponiamo l’eutanasia legale, chiediamo che ciascuno possa scegliere sulla propria di vita, non su quelle degli altri. Si può non essere d’accordo, ma è difficile non riconoscere la differenza.
Marco Cappato
Non volete capire che della propria vita ciascuno fa quel che desidera, ma iscrivere nella legge il diritto di negazione della vita è una boiata pazzesca.
Al direttore - Se dalle parti del Nazareno serpeggia una comprensiva diffidenza sugli intendimenti del duo Grillo&Casaleggio, convertiti al dialogo sulla via di Bruxelles, sono viceversa contraddittorie le contestazioni di merito mosse sulla proposta di legge elettorale del MoVimento. L’impostazione proporzionale avanzata dai pentastellati, condivisibile o meno, è pienamente funzionale alla cornice istituzionale vigente, da loro strenuamente difesa, che prescrive una forma di governo di tipo parlamentare con soglie di garanzia funzionanti con un meccanismo elettorale di tale natura. Viceversa, chi si pone (a ragion veduta) la necessità di dare piena governabilità al paese, non può non avere come bussola del proprio agire la modifica della forma di governo prendendo atto dalle trasformazioni materiali intercorse nell’ultimo ventennio. Non è quindi la mera legge elettorale la chiave di volta per una maggiore governabilità. E’ indispensabile, invece, una seria riforma costituzionale e non la capziosa discussione in materia che ci consegna un dibattito sterile e lontano mille miglia da qualsivoglia respiro costituente. In questo scenario, la proposta di un referendum d’indirizzo abbozzata da Berlusconi – che non rappresenta un’eresia costituzionale dato il precedente dell’89 sul conferimento o meno di un mandato costituente al Parlamento europeo – rappresenta una via d’uscita dal pantano e un necessario momento di confronto e di consultazione con i cittadini su una scelta primordiale ad ogni altra, ossia in che direzione far evolvere il nostro sistema democratico. E’ forse un percorso troppo ragionevole? Forse sì, se maldestramente si pensa che basti l’idea più che l’essenza del cambiamento.
Stefania Craxi
Al direttore - E’ proprio vero che ad Alfano manca quel “quid” di cui si diceva. Per una volta che quelli avrebbero voluto procedere con maggior riserbo, ci si è messo di mezzo lui.
Efisio Loi
Al direttore - Jack O’Malley scrive di calcio maledettamente bene, vi ricordate il film “Maledetto United”? Potrebbe allora tirar fuori la sua penna per descrivere il dramma del popolo inglese che, pur avendo inventato il giuoco a livello moderno, perché mi pare sia nato nelle contrade della Firenze rinascimentale, pur assistendo al campionato ahimè per noi più bello del mondo, dopo essersi negata la partecipazione ai mondiali sino al 1950 per dichiarata superiorità sportiva ed etica, ha vinto in casa nel 1966 solo un misero mondiale, con una palla che probabilmente non aveva varcato la linea di porta, e che con noi ultimissimamente le hanno sempre prese. Buon ritorno e buono lavoro caro Jack O’Malley.
Giovanni Santachiara